Matteo B. Bianchi – Fermati tanto così

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Ho deciso di leggere questo libro per colpa (o merito?) di Matteo Bordone. Attenzione alla scelta dei verbi: “leggere”, non “comprare”. Perché io i libri di Matteo B. Bianchi li avevo già da parecchio tempo, questo ma anche “Generations of love” (che sto leggendo), “Apocalisse a domicilio” e “Esperimenti di felicità provvisoria” (per gli altri mi adopererò). Però chissà com’è chissà come non è non li avevo mai letti. Poi ogni tanto Matteo Bordone nominava Matteo Bianchi su Twitter, così passando davanti ai volumi nella mia libreria li ho visti e ho detto ma sì dai proviamo. E ho fatto bene!

Il preambolo inutile è finito, non vi preoccupate. E’ che se ultimamente non infilo Matteo Bordone in ogni discorso non sto bene.

Il preambolo è finito adesso, avete ragione.

“Fermati tanto così” è un libro estremamente delicato, intimo, positivo, divertente ma anche commovente, abitato dal protagonista (l’autore stesso) ma soprattutto dagli ospiti di Villa Azzurra, piccole persone che non si sa come sono sopravvissute alle brutture che la vita ha inflitto loro troppo precocemente: c’è chi è autistico e sempre rinchiuso nel suo impenetrabile mondo, c’è quello che chiama tutti per cognome (Taramelli!), c’è la bambina che ha subito terribili sevizie in famiglia (l’unica della famiglia ad averle subite), c’è il bambino che si vede circondato da mostri e pensa lui stesso di esserlo, un mostro, c’è Pamela che parla con una volgarità inaudita («Questo te lo ficco nel culo, puttana! Adesso vedi, ti apro in due, bagascia»). E poi ci sono le suore, che, se pure si sono un po’ lamentate del romanzo, secondo me non ne escono male, anzi, io ho letto del rispetto per quello che fanno. Un anno di servizio civile, ecco cos’è questo libro. Certamente è un libro che viaggia molto sul personale, non vuole essere un racconto universale, il che volendo può essere un limite, ma in realtà conferma una cosa che sostengo da tempo, cioè che se scrivi bene e se scrivi di cose che sai, che conosci, che hai vissuto alla fine il risultato è quasi sempre buono. Ok, forse non salterà fuori il romanzo del millennio, è vero, però il libro, come si suol dire, lo porti a casa.

Due parole sul titolo. Quello del romanzo è “Fermati tanto così”, Bianchi spiega alla fine il significato e vi lascio scoprire il motivo di questo titolo. Il romanzo però ha avuto vari passaggi, a quanto ho capito era uscito prima in versione “ridotta” nella collana MilleLire di Stampa Alternativa, poi è stato sistemato, riscritto praticamente dall’autore stesso per uscire nella versione definitiva che è questa. Il titolo originale, quello dell’edizione del 1993 era diverso ed era:

Non si può mica fare il bagno

con queste troie di onde

Che è un titolo spettacolare. “Fermati tanto così” è bello, ma “Non si può mica fare il bagno con queste troie di onde” è fenomenale.

La bambina autrice della frase qua sopra (e anche di quella sula bagascia), Pamela, è anche protagonista di questo episodio che mi ha fatto molto ridere.

Altre volte era l’invadenza della gente a lasciarmi stupefatto, la loro tendenza a trattare un handicappato come un gadget. Un giorno, al supermercato, giravo fra gli scaffali con Pamela per mano, quando ci è venuta incontro una signora con una serie di incomprensibili urletti. «Ma ciao! Amooore! Ma lo sai che sei un amoreeeee, eh?» Si riferiva alla bambina, ma il tono era quello con cui ci si rivolge a un pechinese. «Amore della mammaaaaa! La vuoi una caramellina, eh? Che carinaaaa!» Io ero impietrito da questa esplosione di smancerie assurde, soprattutto quando mi sono reso conto che neppure Pamela conosceva la donna. E mentre questa continuava con i suoi «Tesoro! Tesoro beeeellooo! Amoreeee!» la bambina mi ha guardato perplessa e mi ha chiesto: «Cosa vuole questa puttana da me?»

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2 pensieri su “Matteo B. Bianchi – Fermati tanto così

  1. Matteo B. Bianchi faceva parte insieme a Matteo Bordone del gruppo di pazzi di Dispenser, trasmissione radiofonica di Radio Due chissà perchè cancellata dai palinsesti e di cui non sentirò mai abbastanza la mancanza :(

Un bel tacer non fu mai scritto: non censuro nessun commento (spam escluso) ma mi riservo il diritto di non rispondere.

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