Le cose che so

Ieri ho fatto un esame. Un esame che ho rimandato a lungo. Non ricordo bene, comunque era tipo la quarta volta che lo preparavo, mai al 100%. La prima volta al 60% e no, non si può fare, la seconda al 70% e no non rischio, la terza all’80% e sono arrivata davanti all’aula senza entrare, la quarta, ieri, al 90% e mi sono presentata. Mai al 100%, deve essere proprio una cosa fisiologica più forte di me, devo non sapere qualcosa, devo poter trovare un modo per uscirne mediocremente per poi lamentarmi. Ma ho deciso che non mi lamenterò. Ho preso un voto basso, che tutti considerano basso: in realtà per me non esistono voti alti o voti bassi, esistono i voti sopra al 18, fine. Sono fuoricorso, ho già perso troppo tempo e non ho intenzione di perdere ulteriormente giorni, ore, energie, dietro a cosa? A un voto? A una questione di principio? Non penso proprio.

Come sempre dopo un esame, il pomeriggio seguente ma pure l’indomani, iniziano a venire fuori, letteralmente, tutte le cose che ho studiato, che magari non mi sono venute in mente durante l’esame, quelle che sicuramente non mi ha chiesto, tutti i discorsi che avevo in testa (attenzione, non che avevo preparato, è che quando studi certe cose ti viene naturale pensare a certi percorsi), e non riesco a fare altro. Dovrei ripassare per il prossimo esame, ma per la testa ho l’esame di ieri. Perché mi fa rabbia ritrovarmi la testa occupata da decine di informazioni, di date, di parole strane, tutto inutile. Perché sono cose che non mi serviranno mai più. Sono quelle cose sì interessanti, sì da persona colta, sì utili per un qualche quiz televisivo, ma onestamente inutili. Anche perché io non voglio partecipare ad un quiz televisivo.

E così ieri sera ho trascorso mezz’ora a rincoglionire Anacleto, sproloquiando di Aldo Manuzio, della sua tipografia, di Gutenberg, di Mondadori, di come si chiamano gli abitanti di Subiaco, di come si fa la carta, di come funziona un torchio meccanico, di che cos’è la pecia, dell’ebook, tutte cose che so, che non mi ha chiesto e che non mi serviranno mai.

(post liberamente ispirato a questo tweet scritto da me qualche minuto fa)

(grazie a tutti quelli che in questo periodo mi hanno contattata, vista la mia assenza!)

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5 pensieri su “Le cose che so

  1. Guarda, secondo me ti sbagli.. il funzionamento del torchio meccanico all’ufficio di collocamento lo chiedono subito…:-)

    La vita è strana Margherita… e riserva anche belle sorprese.

    Mai, dico MAI concentrarsi su quello che NON SI SA prima di entrare ad un esame!
    E’ la legge della sfiga.. volevo dirtelo in francese ma ho temuto ritorsioni..:-))

    Brava che hai passato l’esame, io fossi in te, festeggerei questo. La meta è più vicina… in bocca al lupo per il prossimo!

  2. Potresti chiedere ad Anacleto di ridare l’esame al tuo posto !!!! ps perche non ricoglionisci Anacleto PRIMA dell’esame ???

  3. approvolo i tre messaggi precedenti :)
    son contenta di rileggerti, festeggia l’esser riuscita a depennare un esame dalla lista (il mio ultimo lo diedi cinque volte, quando tutti gli altri 29 li ho passati al primo tentativo, e non ho mai avuto balle di ritentare per aver un voto in più. presi 18 ma piansi dalla gioia..), e stressa anacleto prima..può aiutare :)

  4. ciao, avevo letto di te qualcosa mesi e mesi fa… ora ti ho “ribeccata”..(nn so nemmeno come ho fatto) x puro caso.. mi ha colpito una tua parola… mio padre si kiama Anacleto!!! ma sicuramente è un’altra persona.. il mese prox farà 80 anni.. x i tuoi esami ti faccio gli auguri,ciao,raffa

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