Davide Rota – Curs de lumbard per terùn

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Il curs de lumbard per terùn è un sussidiario molto originale. Attraverso corsi di grammatica, geografia, storia ed educazione sessuale, snocciola una satira irriverente e smaliziata, giocando con i luoghi comuni dell’efficienza e della superiorità lombarda (leghista o berlusconiana che sia) rispetto al Sud dell’Italia e del mondo. É una parodia a vasto raggio che s’incentra sul personaggio dell’inafferabile professore di lingua lombarda, e sulle sue lezioni paradossali che toccano tutti i temi più cari al nordista doc: basta con le tasse, via gli extracomunitari, Roma ladrona, no all’assistenzialismo, meridionali a casa loro. Il tutto in una Milano da Miracolo Italiano, dove i pani moltiplicati vanno sempre nelle solite tasche e i pesci in faccia a tutti gli altri.
Questo manuale demenziale sa guardare con ironia ogni tipo di intolleranza. Con questo libro si riflette soprattutto si ride di cuore. Una risata che sdrammatizza, medica le ferite, smorza i rancori e ci ricorda che, in fondo, siamo tutti sulla stessa barca.

C’era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità. Quand’ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver.

- Amos Oz -

Citazione iniziale perché questo libro è proprio il contrario. Non è che sia brutto. O che non faccia ridere. Faceva ridere, sì,  20 anni fa. Ma adesso…

Insomma io penso che la sfida più grande per un libro sia quella di resistere al tempo che passa, di reggere il peso degli anni: questo libretto ha solo 20 anni e sembra vecchio come il cucco.

Non c’è da discutere il suo valore intrinseco, non ne ha uno, perché il suo valore è strettamente legato al periodo in cui è stato scritto, un periodo molto breve a dire il vero, perché probabilmente già nel 2002 questo libro suonava vecchio. Non che mi aspettassi grandi cose, sapevo che non era un pamphlet di Mark Twain, però francamente qualcosa di meglio sì.

Il guaio è che non fa ridere, non fa ridere in alcun modo.  Battute su Craxi. Dico solo: battute su Craxi. Quando facevo le elementari e c’erano le battute su Craxi non le capivo. Ora le capisco ma non mi fanno ridere, devo aver perso il treno, non lo so. Comunque, battute su Craxi, su Bossi in canottiera, giochi di parole un po’ tristi… sì diciamo che negli anni ’90 forse faceva ridere, gli anni del boom della Lega, adesso no.

Per carità, ci sono moltissimi libri che non godono e non godranno di eternità, questo è semplicemente uno tra i tanti.

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2 pensieri su “Davide Rota – Curs de lumbard per terùn

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