Avvertenze

Poi io non ero gioviale, bonaria, panzona buontempona, non facevo di tutto per piacere al mio interlocutore, per colpirlo con la mia disarmante simpatia, con la mia vitalità, la gioia di vivere, come fanno in genere le ciccione per farsi accettare.
No, io ho un che di rabbioso.
Sono più brutta dentro che fuori.

 

 

In questo blog troverete i miei deliri senili e ormonali, grandi e piccole incazzature quotidiane, le mie recensioni ai romanzi che leggo, pareri non richiesti sulla politica e sulla mia città, Mantova, e in generale la mia vita, più o meno.
Spesso parlerò di un certo Anacleto, è mio padre, sant’uomo che però ha la tendenza a trasfigurarsi in gufo petulante alla prima occasione.
Non ho pretese autoriali, non voglio fare la scrittrice e non ho ambizioni particolari o degne di nota in ambito letterario (ma se vogliamo proprio dirla tutta, non ne ho in alcun ambito).
Mi piace leggere e mi piace tenere traccia di ciò che leggo. Ecco come è nato questo blog. Poi c’ho preso gusto e ho iniziato a delirare, sono passata al lato oscuro della Forza scrivendo cose personali che non interessano a nessuno.
Quindi che nessuno se la prenda per un commento sgradito o cattivo, è solo l’opinione di una 27enne non laureata, zitella, cicciona e con un gatto ipertiroideo, che sarà mai no?

Io sono un’amante della gentilezza, un valore che si è perso nel tempo, un valore letteralmente annientato dalla morale imperante dell’indifferenza, dello sticazzi, del proprio orticello, la gentilezza è una virtù dell’animo di cui ora si pensa di poter fare a meno. Non qua. Siate gentili con me. Essere gentili non significa per forza dovermi dare ragione o tirar su di morale con frasi di circostanza, significa essere cortesi, essere opportuni, significa sapere quando è il momento per provare ad essere d’aiuto e quando invece un sorriso basta.

La gentilezza a parole crea confidenza. La gentilezza nei pensieri crea profondità. La gentilezza nel dare crea amore.

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.
(Fernando Pessoa)

Non amo molto essere incoraggiata, perché già so che non sarò in grado di seguire i consigli datemi; gli incoraggiamenti, le pacche sulla spalla, i consigli, la strada più semplice, tutte cose che mi fanno sentire in colpa, mi demoralizzano e mi avviliscono. Non è d’aiuto nemmeno sapere che il peggiore dei brocchi è riuscito dove io ho fallito/sto fallendo/fallirò miseramente.

Non penso di avere mai censurato nessuno, se non per spam. Massima libertà qua dentro. Ma non pretendiate una risposta, perché non mi piacciono le persone che dopo non aver rispettato i miei spazi, le mie difficoltà e il mio dolore esigano anche un commento per iscritto. Se qualcuno vuole sindacare sui miei problemi, banalizzandoli come se io fossi troppo stupida per giungere a una felice soluzione, faccia pure, ognuno si regoli con il proprio buonsenso e la propria testa, ma la mia scelta è quella di non prendere parte alla discussione. Scelta giusta o sbagliata, chi lo sa, ma che ci crediate o meno è la mia vita, sono i miei pensieri, è il mio blog, per cui faccio come mi pare.

People say that life is the thing, but I prefer reading.

Photobucket

Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
(Fernando Pessoa)

 

 

Non so se a qualcuno è venuto questo dubbio, ma a scanso di equivoci specifichiamolo va là.

«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»

Dopodiché se qualcuno ha veramente pensato che questo blog potesse essere una testata giornalistica è meglio che un TSO lo folgori sulla via di Damasco (ma anche in viale Pitentino va bene, tra mignotte e binari della ferrovia).

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Un bel tacer non fu mai scritto: non censuro nessun commento (spam escluso) ma mi riservo il diritto di non rispondere.

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